mercoledì 12 settembre 2012

Una storica impresa italiana.

Una storica impresa italiana. L’impresa ha inizio, nei primi anni del secolo scorso, per opera del Comm.Ing.Prof. Cesare Jonghi Lavarini (Dirigente delle Regie Ferrovie e Docente al Politecnico di Torino). La Società Edificatrice Immobiliare Milanese Spa è stata fondata nel 1927 dal Cav.Gr Cr. Ing. Edmondo Luigi Jonghi Lavarini e si è occupata di cementi armati, realizzazione di costruzioni civili (interi stabili), industriali (fabbriche e capannoni), militari (caserme e fortificazioni), opere pubbliche, appalti e case popolari in tutto il nord Italia. Fornitori ufficiali del Ministero della Guerra, del Ministero dei Lavori Pubblici e del Comune di Milano, durante il Regime Fascista. Attiva nella ricostruzione di Milano (dal Teatro La Scala a Palazzo Litta), dopo la guerra, la SEIM ha incominciato ad occuparsi anche di investimenti immobiliari, gestione, amministrazione e manutenzione di stabili. Oggi le attività principali dell'azienda, portata avanti dal Comm.Dott. Cesare Giovanni (Medaglia d’Oro della Camera del Commercio e dell’Industria di Milano) e dal Cav.Dott. Roberto, rispettivamente figlio e nipote del fondatore, sono quelle della vendita di immobili e della ristrutturazione edile di interni. La SEIM è una piccola ma solida azienda famigliare, alla quarta generazione, socia di numerose associazioni di categoria (ADSI, AMPE, ANACI, UPPI), vanta una lunga esperienza nel settore immobiliare e può offrire alla propria clientela, oltre a serietà, professionalità e cordialità, un servizio completo e personalizzato al miglior rapporto qualità-prezzo.
VENDITA di Immobili Vendita diretta, con mandato semestrale in esclusiva, di proprietà immobiliari (appartamenti, uffici, negozi, stabili interi, ville) a Milano, in Lombardia, Piemonte e Liguria (con solo il 2% di provvigioni). Attenta valutazione del Vostro immobile (sopraluoghi e misurazioni, studi di settore e di mercato, raccolta di documentazione). Adeguata pubblicità, tradizionale (annunci e cartelli) e web (realizzazione di documentazione video fotografica ed eventualmente anche di piantina digitalizzata e di visita virtuale) della Vostra proprietà. Attenta selezione dei possibili acquirenti ed seria verifica della loro reale solvibilità. Gestione delle visite, venendo incontro alle esigenze dei proprietari. Assistenza (amministrativa, tecnica, legale, notarile e fiscale) e raccolta di tutta la documentazione necessaria (visure catastali, atti di provenienza, certificazioni energetiche) al compromesso ed al rogito. Mediazione in compravendita di locali ed attività commerciali (come bar e ristoranti) e terreni edificabili a Milano ed in Lombardia. Mediazione in compravendita di qualsiasi tipologia di proprietà immobiliare, in tutta Italia e consulenza in investimenti immobiliari in Europa (Russia compresa) ma anche in Libano, paesi arabi e Cina.
RISTRUTTURAZIONI di Immobili. Interventi di recupero, completo e personalizzato, della vostra proprietà, con sgravi fiscali del 50%. Sopraluoghi e preventivi, veloci e gratuiti. Consulenza progettuale, studi di fattibilità, realizzazione di capitolati, pratiche tecniche ed edilizie, autorizzazioni e permessi. Lavori edili (opere murarie, imbiancature e verniciature, gessi e stucchi, levigature marmi e legni, posa pavimenti e serramenti, realizzazione impianti elettrici, termici, idraulici e di illuminazione, bagni e cucine, recupero sottotetti). Direzione lavori e piani di sicurezza. Certificazioni tecniche ed energetiche. Studio e realizzazione di impianti di sicurezza e di allarme, (personalizzati e per ogni esigenza), porte blindate, scale interne e cancelli automatizzati. Rifacimento tetti e facciate, trattamento e smaltimento amianto ed eternit, energie alternative, pannelli solari ed impianti fotovoltaici. Consulenza progettuale di architettura di interni e di arredo. Sistemazione di terrazzi, cortili e giardini e sistemi di irrigazione automatica. Bioedilizia e bioarchitettura, materiali tradizionali ed alternativi, impianti domotici ed alta tecnologia, antiquariato e design. Ristrutturazioni personalizzate di locali commerciali. Recupero e restauro di dimore antiche e storiche (usufruendo di sgravi fiscali e contributi pubblici).
Locazioni e Gestione Immobiliare. Attenta valutazione del Vostro immobile (sopraluoghi e misurazioni, studi di settore e di mercato, raccolta di documentazione) e precisa stima del canone possibile. Adeguata pubblicità, tradizionale e web, gestione delle visite, venendo incontro alle esigenze della proprietà. Ricerca ed attenta selezione dei potenziali inquilini (privati o società) e-o dei loro garanti, verificandone le garanzie e la solvibilità (dichiarazioni dei redditi, buste paga e conti correnti, protesti e certificati penali). Redazione, stipula e registrazione del contratto, a norma di legge ed a tutela della proprietà. Contratto libero ad uso abitativo (di anni 4 + 4) e commerciale (di anni 6 + 6). Gestione singole unità immobiliari (appartamenti, uffici, negozi, box, magazzini e capannoni) ed interi stabili (di unica proprietà) a Milano e Provincia. Riscossione degli affitti e delle spese, tramite bollettazione trimestrale e bonifico bancario e gestione dei rapporti con gli inquilini (con nostra consulenza del 4% sul puro canone annuo). Eventuale conteggio e ripartizione delle spese e gestione dei rapporti con il condominio.
Consulenza e servizi immobiliari. Sopralluoghi, misurazioni, realizzazione di documentazione video e fotografica, controlli urbanistici ed ambientali, verifica di fattibilità di opere architettoniche, stesura di relazioni tecniche e peritali, semplici o asseverate. Pratiche tecniche e catastali (perizie, valutazioni, stime, visure, mappe, planimetrie, volture, cambio d'uso, rendite e variazioni, tabelle millesimali, calcolo della rendita presunta). Pratiche legali, notarili e fiscali (compromesso, rogito, redazione e registrazione dei contratti, successioni, frazionamenti, ipoteche, regolamenti condominiali). Finanziamenti, mutui casa, tramite convenzioni con primari istituti di credito ed ai migliori tassi di mercato. Gestione e manutenzione impianti di riscaldamento (terzo responsabile e libretto caldaia) e fornitura combustibile (gasolio e metano). Servizi di pulizia, sgomberi e piccoli traslochi, spurghi, disinfestazione e giardinaggio. Servizi di portierato, vigilanza e sicurezza, sistemi di allarme e sicurezza. Assicurazione, Polizze Generali Fabbricato e per singole unità immobiliari Arredamento d'interni, mobili d'ufficio, mobili su misura. Gestione del verde (giardini, cortili, terrrazze).
Contatti ed informazioni: SEIM UNO SRL, Corso Sempione 34, 20154 Milano - Tel. 02.3313260 - Fax 02.31801315 - Cell 346.7893810 - www.seimuno.com - robertojonghi@gmail.com

Itaca: Laboratorio Politico per la Rinascita Italiana.

In tanti mi chiedono pareri sulla situazione politica e sul futuro della destra italiana. La situazione, nonostante gli enormi spazi potenziali di azione, è decisamente desolante. Gli ex AN del PDL rimangono ostaggio di Berlusconi e continuano a sostenere questo infame governo tecnocratico e plutocratico, che cura solo gli interessi degli usurai delle banche, degli speculatori delle borse e dei parassiti dell’alta finanza internazionale. La Destra di Storace, che a Milano ed in Lombardia praticamente non esiste, non si è ancora unita con la Fiamma Tricolore, anzi, invece di “fare fronte” (nazionale, popolare, sociale ed identitario) contro il mondialismo, alle prossime elezioni politiche, rischia seriamente di finire (e scomparire) nel listone unitario berlusconiano. Altre alternative politiche (serie e valide), a destra, non ve ne sono, nemmeno in prospettiva. Quindi, purtroppo, ad oggi, non posso che confermare il mio convinto disimpegno dalla politica attiva, almeno da quella partitica ed elettorale. Ultima speranza rimane il progetto culturale (unitario, trasversale e costituente) promosso da Veneziani: (Roberto Jonghi Lavarini, Milano, 12 settembre 2012) http://www.progetto-itaca.it/ - robertojonghi@gmail.com

lunedì 23 luglio 2012

PROGETTO ITACA.

La Comunità Militante di DESTRA per MILANO, da sempre sostenitrice dell'unità politica e del rilancio culturale della destra italiana, aderisce, con convinzione ed entusiasmo, al Progetto ITACA: Laboratorio Politico per la Rinascita Italiana, promosso da Marcello Veneziani e Renato Besana. F.to Roberto Jonghi Lavarini
L'APPELLO D'ASCOLI Il seminario di Ascoli aspira a dare una voce, un collante e una prospettiva di rinascita a quell'arcipelago che in modo inadeguato e superato definiamo destra. Non è il ritorno al passato, ma vuol essere l'atto di nascita di una nuova storia e di un disegno prepolitico che vuol farsi politico. Ambizioso, ma senza illusioni. Non vogliamo rassegnarci al nulla, al vuoto e alla paralisi. Non vogliamo accettare come definitiva la morte della politica, la fine di ogni destra possibile, ideale e reale, sociale e nazionale, conservatrice e rivoluzionaria. E non vogliamo finire passivamente al rimorchio di leadership e rientrare in fasi che consideriamo concluse. In ogni caso la decisione nel merito scaturisca da un atto preliminare di autonomia. Vogliamo risvegliare la passione civile e ideale in un paese stanco e disperato e la difesa della sovranità, popolare e nazionale, statuale e politica. Siamo convinti che la crisi economica vada affrontata a partire da scelte che precedono l'economia. Vogliamo ripartire dalla tradizione come viva continuità con le origini e con il futuro; e dall'amor patrio come passione autentica per la nostra comunità. Vogliamo suscitare una nuova selezione fondata sul merito e sulla qualità ed esigere da chi fa politica che cooperi a selezionare giovani e donne, tecnici e outsider. Proprio perché siamo realisti non proponiamo di far nascere dal nulla un nuovo soggetto, ma di dar luogo a un incontro per rimettere insieme - in un movimento, in una fondazione, e poi eventualmente in un soggetto politico – le realtà esistenti, ovvero tutti coloro che provengono da destra o che non disdegnano di definirsi tali: dalla componente di Alleanza nazionale rimasta nel Pdl (ora in via di ritorno a Forza Italia) a la Destra guidata da Storace, dai componenti di Futuro e Libertà a tutta la galassia di circoli sparsi, movimenti e gruppi non allineati, associazioni e singoli che non intendono restare prigionieri del passato o di settari estremismi. Suggeriamo un passo indietro a tutti coloro che hanno espresso in prima linea questo ciclo ventennale; lasciando spazio a nuove leve, anzi aiutandole a emergere, favorendo il ricambio. Crediamo nell'autonomia della politica e ancor più della cultura; ma in alcuni momenti di svolta, come già accadde nel biennio 92-94, è dovere spingersi ai confini ed esporsi in un lavoro prepolitico. Non vogliamo veder finire così male quell'intreccio di idee e di esperienze, di radici e di consonanze, che in modo sbagliato seguitiamo a definire destra. C'è dentro la nostra vita, o una sua parte significativa, e non intendiamo lasciarla morire o svilire in una discarica. Permettendoci una parola pomposa e desueta, ma a noi cara, lo facciamo per l'onore, oltre che per il bene della nostra Patria. Il Seminario di Ascoli si propone perciò come promotore di un incontro prima che finisca l'estate con i segmenti politici più vivi ed attenti al fine di ritrovare le ragioni e le passioni di una nuova Alleanza. Si crei prima un ristretto intergruppo, costituito per metà da rappresentanti politici e per metà da extrapolitici che studi la possibilità di dar luogo una costituente, che dovrà poi selezionare i propri rappresentanti. Nessun nemico a destra, non ci poniamo contro; solo in favore della destra, dell'Italia e del suo rinnovamento. Il progetto finale è far nascere un soggetto unitario, sovrano e visibile, che decida se, in che modo e fino a che punto allearsi per incidere nella realtà, se preferire un ruolo di testimonianza e di opposizione; o se, in un mutato clima, diventare esso stesso il battistrada della rinascita italiana.
ITACA di Renato Besana Anche le parole hanno bisogno di manutenzione: destra, per esempio. Affinché continui ad avere un significato, o ne acquisti uno nuovo, al passo con la Storia, bisogna restituirle un progetto, nel qui e ora, lo sguardo rivolto al futuro. Questo l’argomento di lunghe conversazioni con Marcello Veneziani, dalle quali è scaturito un appello di venti righe, girato tra amici, e un nome: Itaca. La terra del ritorno, l’isola che c’è, lontana da utopie velleitarie, dove ritrovare la propria identità, che il lungo viaggio attraverso mari in tempesta ha forgiato in forme inattese e arricchito di esperienze. Nessuna nostalgia per il vecchio Msi, né per la diafana Alleanza nazionale, sparita in un pomeriggio senza una lacrima. L’idea è di aprire un laboratorio politico per la rinascita italiana, premessa a un rinnovamento non più eludibile, che non può certo ridursi a interventi di cosmesi. Veneziani ha poi tradotto questa linea ideale in un più articolato appello, apparso sulle pagine del Secolo d’Italia diretto da Marcello De Angelis. Ne è scaturito un dibattito cui hanno finora partecipato Ignazio La Russa, Massimo Corsaro, Altero Matteoli e Alfredo Mantica: emergono, dai loro interventi, dubbi e perplessità, suscitando l’impressione che giocassero in difesa. Non hanno forse compreso appieno lo spirito dell’iniziativa, che si rivolge a una vasta area oggi in frantumi, da Storace a Fini passando per il Pdl. “Né con te né senza di te”, dice l’epitaffio sulla tragica storia di due amanti in un vecchio film di Truffaut, “La signora della porta accanto”. Lo stesso potrebbe ripetersi, con qualche variante, per il Popolo della Libertà: né con Berlusconi né senza Berlusconi. Il partito ombrello sotto il quale si erano rifugiati, continuando a detestarsi, democristiani e socialisti, liberali e reduci di An, non ha retto al tramonto del leader, il cui ritorno, tuttavia, procurerebbe più guai di quanti riuscirebbe a parare. Il Pdl è ormai un brodo primordiale, nel quale nuotano persone rispettabili e vecchi marpioni, portaborse avidi e triciclati senza pudore, avventuristi e faccendieri, alla ricerca d’una scialuppa per salvarsi dal naufragio. Gli elettori non ne vogliono più sapere, come i turni amministrativi dello scorso anno e di questo hanno dimostrato senza possibilità di smentita. Qualcuno ancora vota di malavoglia, altri restano a casa, altri ancora, per rabbia e disincanto, si sono riversati sulle Cinque stelle di Grillo. C’è chi attende l’uomo nuovo, capace di guidare la riscossa. È un miraggio. Per quasi vent’anni l’arena della politica è stata dominata da partiti leaderistici: i berlusconiani, i dipietristi, i finiani, cui si sono da poco aggiunti i grillini (il cui personaggio bandiera preferisce però tenersi saggiamente in disparte). È questo modello a patire la crisi peggiore. Tra le forze in campo, a mostrare la migliore tenuta è il Pd, che non ha ceduto alla deriva personalistica. Un tempo, la politica poteva condurre alla notorietà; oggi è la notorietà che conduce alla politica. Montezemolo e Mentana vorrebbero costruirsi un partito, e chissà quanti altri. Non è la strada giusta: serve una classe dirigente diffusa, come quella che negli anni della ricostruzione risollevò l’Italia dalle macerie della guerra perduta. Ecco allora la necessità di riprendere l’iniziativa, discutere, confrontarsi. È importante fare rotta su Itaca per delineare prospettive credibili in un Paese che patisce la peggiore delle crisi, quella della idee. Come ha scritto Veneziani, è venuto il momento di stilare “un programma essenziale e popolare in una decina di punti per rilanciare su basi effettive una nuova rivoluzione conservatrice italiana, conservatrice sul piano dei principi e dei beni, rivoluzionaria sul piano delle innovazioni pubbliche e sociali”. L’ alternativa è una sola: la scomparsa. Ciascuno di noi è padrone del proprio destino: tutti insieme, dal basso, saremo il motore del cambiamento. Tenderemo l’arco di Ulisse per fare giustizia dei pretendenti che banchettano nella nostra casa: politici mediocri e corrotti, lacchè dei poteri bancari, demagoghi e moralisti. Una vastissima area è rimasta senza punti di riferimento; le istituzioni democratiche sono al minimo storico. C’è voglia di destra nel Paese: ora o mai più. (Post scriptum: chi ha preso questa iniziativa senza ripararsi sotto la coperta di alcun potere non mira a poltrone o sgabelli e non intende prestarsi a giochi di sorta, che poi si riducono a uno solo, quello delle tre tavolette. Il fine è di catalizzare le molte voci libere che si levano dal corpo vivo della nazione. C’è molto da dire e da fare).
IL MIO APPELLO A TUTTE LE DESTRE di Marcello Veneziani Rivolgo questo appello esplicitamente, anche se non esclusivamente, a chi proviene da destra. Un appello personale, di cui mi assumo intera la responsabilità, non concordato con nessuno. Mi rivolgo a chi proviene da Alleanza nazionale, dal vecchio Msi, dalle esperienze varie e anche non politiche di destra nazionale, sociale e i non allineati. E mi rivolgo apertamente e direttamente a chi attualmente esprime su posizioni diverse il desiderio di ricominciare daccapo. Dico dunque alla componente destra del Popolo delle Libertà, dico alla Destra di Storace, dico a Futuro e Libertà, dico alla galassia di nascenti movimenti, come gli azzeratori di Giorgia Meloni, i patrioti di Elena Donazzan, il Fuori di Galeazzo Bignami, RinascItalia di Elisabetta Foschi, e tutti coloro che in questo momento stanno dando vita a esperimenti, incontri, tentativi di ripartire. Senza escludere la galassia giovanile dispersa o ritrovatasi in comunità e circoli, case e movimenti. Infine considero chi, come me, viene dalla destra sfusa, pensa da anni in libertà e in solitudine, o non è impegnato in nessuna realtà vagamente politica. È ora di ricostruire un soggetto civile, prima che politico e culturale. È ora che si torni ad Itaca, come scrive in un appello che sottoscrivo, Renato Besana. È ora che si tenti, dico almeno si tenti, di ritrovare un motivo comune per rilanciare l’iniziativa politica. Accogliamo come dato di fatto il disarmo bilaterale: Berlusconi e Fini costituiscono inevitabilmente un ciclo concluso. La loro parabola di leader è finita, differiscono i nostri giudizi su di loro, ma non possono essere più motivo di unione né di divisione. Si deve fare un passo oltre. Si chiede un passo indietro anche a coloro che hanno rappresentato in questi vent’anni la destra e si selezionino giovani, donne e outsider per costituire il nucleo costituente. Non volevamo morire democristiani, ma non ci piace nemmeno finire grillini o montezemoliani. Si può agire all’interno del quadro bipolare, dunque collocandosi sul versante alternativo alla sinistra, ma occorre recuperare una propria linea d’azione e di pensiero. Anche perché nel paese esiste, come dimostra la nostra storia e il presente nel resto d’Europa, un’area che oscilla tra il dieci e il venti per cento, che aspetta un discorso serio di rinascita italiana. La Lega è ormai semidistrutta, il Pdl è dimezzato nei consensi e spappolato nelle sue interne spinte centrifughe, Futuro e Libertà vive con disagio all’ombra di Casini che peraltro gioca in autonomia e dichiara concluso il Terzo polo. Sintetizzando in una boutade sostengo che il Pdl, per accrescere l’offerta politica, deve spacchettarsi in P, D e L, ovvero Popolari, Destra e Liberali. C’è un potenziale bacino di consensi per chi con tempismo e attraverso volti e temi giusti riesce a interpretare il disagio presente, la voglia di futuro ma anche la memoria storica. Come mi è capitato di dire e di scrivere, è il momento giusto, per far nascere un’Altra Storia. Un movimento rigoroso e forte, duttile ai fianchi ma duro al centro, onesto e animato da passione civile, etica e ideale, un amor patrio di quelli che non odorano di stucco e rimmel ma vero e severo, che fa tornare il gusto della politica. Stavolta non si lascia il monopolio dell’etica alla retorica partigiana della sinistra, non si lascia l’esclusiva della sobrietà ai tecnici, non si lascia ai giudici stabilire l’onestà, non si lascia la rabbia popolare ai grillini. Si fa sul serio. Si chiamano i migliori, si usano i tecnici per raddrizzar la barca ma senza dar loro il comando: devono risponderne, e non alle banche o ai poteri esteri ma alla politica e al popolo italiano. Il primo atto è la selezione, la cerca dei dieci, e dai dieci dei cento e dai cento dei mille, per costituire una nuova élite, con fresche energie, scegliendo il meglio che c’è nel paese; il minimo indispensabile tra chi c’era prima, gli altri a casa o in fila senza priorità d’imbarco. E poi un programma essenziale e popolare in una decina di punti per rilanciare su basi effettive una nuova rivoluzione conservatrice italiana, conservatrice sul piano dei principi e dei beni, rivoluzionaria sul piano delle innovazioni pubbliche e sociali. L’alternativa è fingere che nulla sia accaduto, accodarsi ai vecchi capi, assistere inermi alla scomparsa, affondare indecorosamente per non osare. C’è un’estate intera per fondare il nuovo o finire nel nulla. Chi mi legge sa quanto sia lontano ormai da anni, dalla politica; ma, senza mutare indirizzo e soprattutto indole, è tempo di innescare un movimento vitale come quello che sorse, giusto vent’anni fa, con L’ Italia settimanale, che fu battistrada di molti eventi e coalizioni. Deponete i rancori, incontratevi, cercate la linea comune. Da soli non ce la fate, andrete al rimorchio se non al guinzaglio o finite fuori dal gioco. Abbiate il coraggio di sacrificare qualcosa e qualcuno per far nascere un vero soggetto politico, in grado di splendere da solo e di allearsi ma in funzione trainante e non passiva, capace di egemonizzare e non di accodarsi. Lo dico per l’Italia, per noi e per chi ha nostalgia del futuro.

giovedì 19 luglio 2012

Nuova intervista a Roberto Jonghi Lavarini

INTERVISTA Milano, 19 luglio 2012 In questi ultimi mesi, dopo la vittoria dei “nazi” greci di Alba Dorata, abbiamo letto tanti articoli sul presunto “pericolo nero” per l’Europa, con speciali ed inchieste, ma poche interviste ai diretti interessati, cioè a coloro che rappresentano queste istanze e questo elettorato, numericamente in crescita in tutto il nostro continente, in seguito alla crisi economica mondiale. Per questo, noi abbiamo deciso di fare questa breve intervista al quarantenne milanese Roberto Jonghi Lavarini, noto come il “barone nero”, eclettico esponente della estrema destra, molto attivo a Milano e su internet, con un curriculum di tutto rispetto nell’ambiente come segretario del Fronte della Gioventù, dirigente del MSI, poi di AN, fondatore di Cuore Nero (sorta di primordiale Casa Pound meneghina), entrato e subito uscito dal Popolo della Libertà, in aperta polemica con i vertici berlusconiani.
Lodo del Gruppo delle Destre Europee a Strasburgo D - Convegno delle destre europee a Milano, partecipazione alla manifestazione Occupyamo Piazza Affari, protesta contro lo spettacolo teatrale di Castellucci, ricorrenze nostalgiche di Junio Valerio Borghese e di Re Umberto I, e, da ultimo, la difesa della consigliera Minetti contro i vertici del PDL: il Barone Nero” sta preparando il suo ritorno in politica, magari con La Destra di Storace, alle prossime elezioni? R - Nessun ritorno, dalla politica non me ne sono mai andato: anche senza cariche e tessere di partito, son sempre rimasto un militante della tradizione, un cavaliere dell’idea, uno spirito libero che combatte tutte le battaglie che ritiene giuste ed importanti. Sono rigido nei principi ma assolutamente pragmatico nelle strategie e nelle alleanze. Ad esempio, sia il convegno della Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali, egregiamente organizzato dalla Fiamma Tricolore che la manifestazione dei Sindacati di Base in piazza della Borsa, fanno parte della stessa buona battaglia per la giustizia sociale e la sovranità nazionale e monetaria dei popoli contro l’usura delle banche e le speculazioni dell’alta finanza mondialista. Così come ricordare personaggi storici importanti della nostra patria o difendere la nostra santa religione contro la blasfemia, vuol dire sempre combattere la buona battaglia in difesa della nostra memoria e della nostra identità di popolo.
Roberto Jonghi Lavarini esponente della Destra-Fiamma. D - Ma la Minetti, Berlusconi ed il PDL con tutti questi grandi concetti cosa c’entrano? R - Poco e nulla: infatti, con questa sua domanda, passiamo dalle stelle alle stalle, dai valori profondi della nostra civiltà alle miserie della politica nostrana. Sono stato il primo a criticare la candidatura della bella Nicole come evidentemente inappropriata ma, allora, tutti difesero questa ignobile scelta, facendo gara di servilismo con Berlusconi. Chiedere solo oggi le sue dimissioni, proponendole una buona uscita da un milione di euro, per cercare di rilanciare l’immagine del PDL e del Cavaliere, è veramente penoso, ridicolo ed ipocrita. Il PDL è morto e sepolto, alla faccia di speranze e promesse, tessere e congressi, per questo Silvio preferisce resuscitare Forza Italia, per salvare il salvabile, rimanere a galla, continuando a sostenere il governo rapina di Monti, insieme a Bersani e Casini. In Italia serve un vera alternativa nazionale, popolare e sociale… D - Quindi, lei spera nello spacchettamento del PDL e nella rifondazione di Alleanza Nazionale? R - Io spero che, partendo dalla riunificazione de La Destra di Francesco Storace con la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli, con l’indispensabile contributo culturale di intellettuali come Marcello Veneziani e come coloro che hanno sottoscritto il suo appello (Progetto Ritorno ad Itaca) e la militanza politica dei tanti dirigenti di destra delusi da PDL e Lega Nord, si possa costituire, anche in Italia, un grande Fronte Nazionale sul modello di quello francese guidato da Marine Le Pen. Se questo auspicio, diventerà realtà ovvero soggetto politico unitario, serio e credibile, darò, come sempre, il mio contributo di idee e di militanza, magari anche candidandomi ma bisogna fare in fretta, le elezioni sono nel 2013 e dobbiamo riorganizzare bene le truppe e prepararci per la nuova battaglia che sarà decisiva per la nostra sovranità nazionale e per l’autodeterminazione di tutti i popoli europei minacciati dalla subdola dittatura dei tecnici e dei banchieri, gli stessi che hanno causato questa crisi e che oggi, a nostre spese, vogliono salvare il loro deleterio e moribondo sistema capitalistico finanziario privato. Mario Rossino - http://www.agoravox.it/Giornalismo-Partecipativo

martedì 17 luglio 2012

DESTRA EUROPEA

I membri ufficiali della Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali.
Articolo del Corriere della Sera sul convegno di Milano.
Roberto Jonghi Lavarini con Marine Le Pen ed Attilio Carelli.

lunedì 2 luglio 2012

Comunicato Stampa AEMN

Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali Coordinamento Nazionale Italiano Comunicato Stampa Le Nazioni rispondono con forza a tecnocrati e finanza continentale: da Milano il via al nuovo partito europeo. Tutti i principali partiti identitari del continente si ritroveranno in Italia i prossimi 6 e 7 luglio per l'incontro pubblico dell'AEMN: “Crisi dell'Europa e dell'€uro: le nostre proposte” Prende il via al progetto di rilancio e salvaguardia delle nazioni e di tutti i popoli europei. Milano. In momenti di profonda crisi generale - come anche quello attuale - spesso nella Storia i popoli d'Europa hanno contrapposto antichi attriti, accusandosi reciprocamente e generando sanguinosi conflitti. Al tempo stesso oggi, per un numero sempre crescente di persone, le risposte di certa politica contemporanea ai bisogni delle nazioni risultano essere sempre più inique e fallimentari: così anche in Italia, dove il cieco e becero sostegno al regime tecnocratico da parte di PD e PDL non è altro che un grigio riverbero delle politiche continentali del PPE e del PSE, che sempre più si imitano e si copiano nel supporto ad una finanza falsa e speculativa, priva di sviluppi o benefici. "La risposta può venire e verrà solo da una vera interazione tra le Nazioni d'Europa - commenta Valerio Cignetti, segretario generale dell'Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali - solo contrapponendo alle forze del mondialismo e della globalizzazione lo spirito sano e costruttivo delle molteplici diversità culturali del nostro continente". "L'Europa o va a Destra o non si fa" tuonava già alcuni decenni or sono Giorgio Almirante, con una visione profondamente lungimirante. Ed è proprio quello che, a partire dal prossimo fine settimana a Milano (all'Hotel Michelangelo in via Scarlatti 33), prenderà corpo dopo lunghi mesi di studio ed elaborazione. I principali partiti identitari d'Europa si ritroveranno nel capoluogo meneghino e porranno le basi della propria azione politica, dal livello del Parlamento europeo fino al più piccolo centro, in ogni singolo stato. "Stiamo vedendo nei fatti il risultato di questa politica costruita a tavolino da personaggi non eletti da nessuno - continua il segretario Cignetti - ed è giunto il momento di agire, prima che sia troppo tardi, per dare una speranza e una possibilità all'Europa. Non però ad un super-stato basato sull'alta finanza, ma ad una confederazione di nazioni libere, uguali ed indipendenti, basata sul primato della partecipazione diretta dei cittadini e fondata sui valori della civilizzazione cristiana, del diritto naturale, della pace e della libertà". Così nella due giorni italiana si confronteranno gli eurodeputati Bruno Gollnisch del Front National (F), Béla Kovàcs di Jobbik (HU), Nick Griffin del British National Party (GB), Luca Romagnoli della Fiamma Tricolore (I) assieme a Zmago Jelinčič Plemeniti di Slovenska Nacionalna Stranka (SLO), Pedro Frade del Partido Nacional Renovador (P), Marco Santi di Démocratie National (B) e Daniel Pawlowiec di AEMN Polska (PL) e altri ancora provenienti da Spagna, Svezia, Lituania, Malta, Bulgaria, ecc. Nel pomeriggio di venerdì 6 luglio, a porte chiuse, il primo confronto tra gli esponenti del nuovo soggetto politico (già riconosciuto ed approvato dal Parlamento Europeo) e i primi interventi per porre le basi di un sindacato europeo e di un "think tank" continentale, poi nella mattina di sabato 7 luglio l'incontro aperto al pubblico con le proposte e le battaglie dell'Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali già avviate tra Bruxelles e Strasburgo, in risposta alla crisi dell'Europa e della moneta unica. Per informazioni, accrediti stampa e prenotazione di interviste: Massimiliano Panero Addetto stampa italiano AEMN Email: aemn.milano@gmail.com Cell: 347.71.15.694

mercoledì 27 giugno 2012

Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali: Convegno Internazionale a Milano

DESTRA PER MILANO, Vi invita a partecipare al grande convegno internazionale delle destre europee, organizzato dalla FIAMMA TRICOLORE, i prossimi 6 e 7 luglio a Milano. Interverranno rappresentanti del Fronte Nazionale francese di Marine Le Pen, del British National Party, del movimento Jobbik ungherese e, probabilmente, anche del movimento greco Alba Dorata. Si tratta del primo passo verso la riunificazione della destra italiana (LA DESTRA di Francesco Storace con la FIAMMA TRICOLORE di Luca Romagnoli) ed europea, in un solo, grande FRONTE NAZIONALE, popolare, sociale, identitario, europeo ed antimondialista.
ALLEANZA EUROPEA DEI MOVIMENTI NAZIONALI Incontro a Milano il 6 e 7 luglio 2012 Hotel Michelangelo - via Scarlatti n. 33 - Milano Tel. 02 67551 - Hotel Michelangelo Milan: 4 Star Business Hotel Milan Programma (provvisorio): 6 luglio: Incontro organizzativo della AEMN (riservato agli invitati) - Ore17,00: Discorso di benvenuto del Presidente Bruno Gollnisch del Front National (F). - Rapporto del Segretario Generale Valerio Cignetti della Fiamma Tricolore (I). - Attività nelle altre Nazioni: Ungheria, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Svezia, Slovenia, Portogallo, Russia, Belgio, Lituania, USA, Malta, Polonia, Bulgaria. - Proposta per un Sindacato Europeo. - Proposta per un "Think tank" Europeo. - Dibattito. Ore 20,00: termine lavori. --------------------------------------------- 7 luglio: Crisi dell'Europa e dell'€uro: le nostre proposte. Incontro pubblico dell'AEMN. Ore 11,00. Discorso di apertura del Presidente Bruno Gollnisch del Front National (F) Interventi dei vice-Presidenti: Nick Griffin del British National Party (GB) Luca Romagnoli della Fiamma Tricolore (I) Discorso dell'eurodeputato e tesoriere AEMN Béla Kovàcs di Jobbik (HU) Interventi di: Zmago Jelinčič Plemeniti di Slovenska Nacionalna Stranka (SLO) Pedro Frade Del Partido Nacional Renovador (P) Marco Santi di Démocratie National (B) Mateusz Piskorski di Geopolityka (PL) ed altri importanti ospiti. Attività nelle altre Nazioni: Svezia, Russia, Austria, Germania, Lituania, USA, Malta, Bulgaria. Ore 14,00: Termine dei lavori con la firma che verrà apposta da tutti i presenti sulla dichiarazione politica comune. NOTA BENE: Per riservare una camera, uso singolo o doppio, contattare direttamente l'hotel Michelangelo. Tel . 02 67551 e-mail : booking.michelangelo@milanhotel.it . Il prezzo concordato è di €. 111,00 a notte colazione compresa, fare riferimento al "meeting della AEMN". In alternativa contattare direttamente l'Hotel delle Nazioni in Via Cappellini, 18 - 20124 Milano - Tel. 02 66981221 Hotel Delle Nazioni Milano - Hotel Milano Central Station - 3 three star hotel Milano . Camere a partire da €. 58,00 Per richiedere l'iscrizione alla giornata di lavoro di venerdi 6 luglio compilare il modulo e inviarlo alla e-mail: aemn.milano@gmail.com . Si rammenta che l'iscrizione non da diritto alla partecipazione all'evento, solo il ricevimento della e-mail di invito potrà consentire l'ingresso alla sala. Il Bureau politico della AEMN si riserva il diritto di revocare in qualsiasi momento l'invito. La giornata di sabato 7 luglio 2012 é invece aperta a tutti e, quindi, non é prevista alcuna registrazione.